Progetto di restauro della collezione Paolo Gorini

La Collezione Anatomica Paolo Gorini nasce nel 1981 grazie agli sforzi di Antonio Allegri, anatomopatologo dell’Ospedale di Lodi, oltre che Sindaco della città medesima dal 1960 al 1962 e dal 1968 al 1970; è ubicata presso i locali della Sala Capitolare dell’Ospedale Vecchio e conserva circa 170 preparati anatomici allestiti tra il 1843 e il 1881 dallo scienziato Paolo Gorini, vissuto nel XIX secolo.
Ad un notevole interesse da parte di un pubblico non certo esiguo corrisponde una costante attenzione offerta dal personale dell’ASST, in particolare dall’Ufficio Tecnico, e da quello della Pro Loco di Lodi, che ha il compito di custodia durante gli orari di apertura al pubblico e di accoglienza dei visitatori.

La Collezione Anatomica lodigiana si è trasformata nel tempo: al contributo fondativo di Allegri si sono aggiunti nuovi reperti, nuovi spazi, e dal 2009 si è proceduto con la diversificazione degli ambienti espositivi e di accoglienza, una reception e una sala conferenze oltre alle sale espositive.
Il restauro risalente a pochi anni fa del chiostro della farmacia dell’Ospedale Vecchio, accesso prezioso alla Collezione e separato dall’ingresso dell’Ospedale, così come quello della volta affrescata a grottesche della Sala Capitolare, realizzato grazie al contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, ha dato ancora maggiore importanza alla sede ampliando l’offerta turistica del luogo.
Ultima miglioria apportata alla Collezione è stata la messa in opera di un sistema di climatizzazione in via di miglioramento grazie alla recente possibilità di controllo della temperatura e dell’umidità relativa degli ambienti a mezzo di due data logger.
Dal momento che soltanto negli ultimi anni è stato possibile avviare una parziale regolamentazione degli sbalzi climatici e un controllo dell’umidità relativa degli ambienti e considerando che i preparati suddetti non sono mai stati oggetto di restauro né di un progetto di successiva manutenzione è evidente che più di un secolo di spostamenti, di offerta alla curiosità del pubblico, di occultamenti temporanei in locali poco idonei (come avvenuto prima del 1981), di musealizzazioni successive abbiano causato deterioramenti più o meno evidenti che possono essere sanati dall’intervento di una figura professionale in grado di restaurare con tutte le dovute competenze un lascito e una fonte materiale di sicuro interesse scientifico.

Per tale motivo l’intervento da attuarsi al fine di elevare gli standard qualitativi del Bene, è stato individuato proprio nel presente progetto di restauro dei preparati, il quale, una volta conclusosi, darà il via ad ulteriori step che potranno avere come fine ultimo la richiesta a Regione Lombardia di accreditamento del titolo di Museo ( tra i quali l’incremento degli orari di apertura, manutenzione, miglioramento e valorizzazione del percorso di visita interno, ampliamento dei locali al fine di predisporre sale studio, laboratori didattici e stanze per il personale e per il pubblico con la possibilità di ospitare mostre ed esposizioni temporanee pubbliche non per forza attinenti al tema della Collezione).

Obiettivo principale del progetto è quello di operare un restauro conservativo durevole sui preparati anatomici della Collezione così da preservarli dal tempo e dagli eventuali fattori di stress, offrendo inoltre ai numerosi visitatori un quadro maggiormente prossimo alla natura storica dei reperti, che sono sempre viaggiatori nel tempo.
Per fare ciò si richiede l’intervento di un restauratore altamente specializzato e accreditato MIBAC nello specifico la Dottoressa Ilaria Bianca Perticucci.
Considerato lo stato conservativo dei reperti, si propone un intervento manutentivo che prevede la pulitura per la rimozione delle polveri eseguita in più fasi e la realizzazione di una corretta metodologia di conservazione preventiva programmata.
In seguito ad una verifica conservativa durante i lavori in corso sarà possibile evidenziare nel dettaglio per ogni singolo preparato eventuali criticità o problemi di degrado chimico, fisico o biologico ed intervenire su di essi restaurandoli.
Alla fase operativa seguirà la fase di promozione e divulgazione dei risultati attraverso: presentazione del lavoro di restauro svolto e dei risultati, pubblicazione dei lavori svolti e dell’inventario completo dei preparati aggiornato e corredato da materiale fotografico precedente e successivo al restauro.

La ricaduta sociale e culturale del progetto è evidente. La Collezione Anatomica Paolo Gorini è un bene culturale molto importante e unico nel suo genere che riscuote interesse non soltanto sul piano nazionale, ma anche su quello internazionale. E’ quindi ovvio che il presente progetto  se realizzato potrà anche aiutare la comunità ad incrementare il proprio turismo.

La Pro Loco Lodi, grazie all’autorizzazione ricevuta dall’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Lodi ente proprietario del bene, ha partecipato al bando n. 2-2019 Tutela del Patrimonio storico e artistico della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi.
La Fondazione ha riconosciuto l’intero valore del progetto (50.000 €) e giudicato finanziabile per un importo di 25.000 €.
Come previsto dal regolamento del bando potremo ottenere il finanziamento unicamente se entro il 10 ottobre riusciremo a raccogliere donazioni alla Fondazione a sostegno del nostro progetto per un importo pari a 12.500 € ovvero il 50% dell’importo deliberato.
Essendo la Fondazione una onlus chiunque donerà a nostro favore potrà godere dei benefici fiscali previsti dalla normativa di legge.
Ricordiamo solo ai donatori di specificare nella donazione il numero del bando (2-2019) il n. del progetto (n. 4) ed il Titolo (Restauro dei preparati della Collezione Paolo Gorini) nonché i propri dati per esteso al fine di ricevere la ricevuta fiscale per usufruire de benefici fiscali.

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